IL DIARIO DI SACILE

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Ore 7:32

Incontro con Porcarese, moglie, striscione “SARA CON NOI” a Porcari (e dove altrimenti?). Carichiamo in auto bandiere, sciarpe, giacconi, ombrelli, zaino e acqua (sembriamo profughi…) e si parte alla volta di Sacile.

 

Ore 7:40

Primo “pit-stop” scaramantico: distributore Tamoil di Altopascio per i consueti “10 euro” di benzina porta fortuna (speriamo…).

Il Re tossisce.

 

Ore 8:00

Secondo stop tecnico e usuale: Autogrill di Serravalle. Scaramantica anche questa fermata, ma oggi dettata dalla necessità di fare colazione. Cornetti alla crema e cappuccino per Re e Regina, mentre la famiglia Porcarese solo 2 caffè (hanno mangiato a casa loro).

 

Ore 8:05

Riprendiamo il viaggio sotto una pioggia incessante che sarà la costante di questa giornata. Roberta si addormenta “ninnata” dalla musica, dai colpi di tosse ritmici del Re e da Regina che commenta la bellezza dei colori autunnali.

 

Ore 10:30

Complice un certo assopimento anche di Regina, Re e Porcarese sbagliano strada nonostante l’infallibile sistema di navigazione satellitare di cui è fornita la macchina. Al primo casello dovremo uscire e tornare indietro. Commentano soddisfatti i maschietti “Vedete, è per questo che bisogna sempre partire presto”. Ci viene il dubbio che abbiano sbagliato apposta per farci la paternale…

 

Ore 10:50

Vento e pioggia, alberi gialli e marroni e rossi ci sfrecciano accanto. Il discorso cade su Capodanno e cosa fare e che giorno è di preciso e iniziamo a vagliare scenari di vario genere.

 

Ore 10:55

Per associazione di idee non ricostruibile il Porcarese inizia a fantasticare su cosa farà una volta in pensione. Avviene a questo punto in dialogo con il RE che porterà il Porcarese in una profonda depressione. Ne riportiamo per dovere di cronaca i punti salienti:

Porcarese “Ah, magari fra 10 anni quando andrò in pensione potrei…”

Il RE dubbioso “Ma che vai in pensione tra soli 10 anni??”

Porcarese, con gioia “Si, fra 10 anni ne faccio 40 di contributi!!”

Il RE “Ehi, ma non ci puoi mica andare!! E’ cambiata la legge nel frattempo. Ora ci vogliono, oltre ai contributi, almeno 57 anni di età sennò devi continuare a lavorare fino al compimento degli anni giusti.”

Porcarese, mesto “Noooo dai…. Ma allora mi mancano ancora 14 anni… io un ce la faccio altri 14 anni a fà i turni…”

Re “Sì, e se ti bastano 14 anni, perché stanno parlando di spostare l’età anagrafica a 60 anni!!”

Porcarese, distrutto “Così me ne mancherebbero 17… ma davvero?? Scherzi???”

RE “No, no, non scherzo è così”

Porcasese “…”

Assalito da una profonda depressione si riprenderà solo molti chilometri dopo esclamando in mezzo alla pianura padana  “ Guarda laggiù che bei monti con la neve”.

Restiamo perplessi.

 

Ore 11:30

Il notiziario traffico interrompe brutalmente la musica, seppur alla fine non ci siano segnalazioni degne di nota. Mah… diavolerie moderne.

Il Re continua a tossire, l’abitacolo è ormai una specie di arma batteriologica pronta a esplodere.

Il Porcarese beve e e perde il tappino della bottiglia nei meandri dell’auto. Roberta è costretta a tenere la bottiglia in mano e, poiché la bottiglia è piena, ad ogni sobbalzo dell’auto si versa un’ingente quantità di acqua addosso accompagnata da una serie di imprecazioni non riportabili.

La crisi viene risolta brillantemente da Regina che reperisce un tappino da una vecchia bottiglia vuota dimenticata da tempo ne vano portaoggetti dell’auto.

 

Ore 11:45

Mentre il Porcarese naviga su internet con telefonino, il Re continua a sfoderare microbi di varia natura, Regina si rende conte che l’ultimo caffè è stato offerto da Roberta e ringrazia, con un modico ritardo di ca. 20 minuti. Alla fine arriviamo a Sacile e parcheggiamo. Si mangia!!

 

Ore 12:20

Anzi no! Il centro di Sacile dimostra di essere troppo caro (e anche troppo chiuso, non c’era nulla di aperto!!) e partiamo alla volta di un ristorante appena fuori. Per i dettagli del pranzo vedere la relativa rubrica “Mangiare a Sacile”

 

Ore 16:30

Bagnati fradici e delusi dal pareggio si riparte per tornare a casa. Aria calda per scaldarci e asciugarci (ma ci vorrebbe un phon…) ascoltiamo i risultati di serie A senza sentirli, abbiamo ancora la testa alla partita della Lucchese.

Il silenzio è disturbato solo dalla tosse del Re, da qualche sporadico commento post partita del Porcarese. Roberta si addormenta. Regina osserva l’autunno.

 

Ore 17:37

Una telefonata al Porcarese interrompe il silenzio e si ricomincia a parlare: il pessimismo cosmico del RE (tipico in caso di pareggio o sconfitta) si scontra con il moderato ottimismo del Porcarese sulle future sorti del campionato.

 

Ore 18:00

Rifornimento di benzina a cura di Regina e Porcarese che rischiano il congelamento: dai 26 gradi della macchina si passa a vento e pioggia a freddo per un’interminabile lasso di tempo (quanto ci mettono 40 euro di diesel a entrare in un serbatotio? Ve lo siete mai chiesto?).

 

Ore 19:32

Siamo quasi a Firenze, quasi a casa visto il lungo viaggio che abbiamo alle spalle. La situazione generale non è delle migliori: il Re ormai febbricitante fa discorsi incomprensibili, poi canta, balla di tutto per tenersi sveglio…. O per il delirio indotto dalla febbre?? I passeggeri con timore lo assecondano, sapendo di essere nelle sue mani per altri 60 km almeno.

 

 

Ore 19:55

Anche il Porcarese impazzisce (il batterio del Re si è infine impossessato anche di lui??) e inizia a ballare agitando la bottiglia di acqua (frizzante, ndr). Regina e Roberta prevedono scenari apocalittici quando la bottiglia verrà nuovamente aperta per bere… Ordiamo 4 pizze da portare a casa.

Porcarese “Chiedigli anche se fanno l’orzo”

Re “E il conto”

 

FINE TRASFERTA (per fortuna…..)

IL DIARIO DI SACILEultima modifica: 2009-11-09T13:40:00+01:00da trasfertaa
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